Il concetto di penitenza secondo lo «Yačaxapatum»
Słowa kluczowe:
penitenza, Yačaxapatum, Chiesa armena, tradizione manoscritta, eucaristiaStreszczenie
Nel volume Il concetto di penitenza secondo lo Yačaxapatum, Mirosław Cichoń esamina la concezione della penitenza in una delle più rilevanti raccolte omiletiche dell’antica tradizione armena, attribuita dalla tradizione a Gregorio l’Illuminatore. Lo scopo della ricerca è duplice: chiarire la storia testuale, la datazione e la possibile paternità dello Yačaxapatum, e definire il profilo teologico, liturgico e spirituale della penitenza che emerge dai discorsi. La metodologia combina indagine filologico-testuale, ricognizione della tradizione manoscritta diretta e indiretta, confronto delle edizioni e delle traduzioni, analisi storico-comparativa delle fonti armene dei secoli V–VII e interpretazione teologica dei temi antropologici, hamartiologici e sacramentali. I risultati mostrano che l’opera ebbe una storia redazionale complessa: il nucleo originario conteneva verosimilmente ventuno discorsi, non includeva il discorso XXIII e conosceva una forma diversa dei primi due discorsi; tale nucleo va probabilmente attribuito a un autore anonimo tra gli ultimi decenni del V secolo e la prima metà del VI. L’analisi rivela inoltre forti contatti con l’ambiente siriaco e antiocheno, nonché con la più antica letteratura armena. Sul piano dottrinale, la penitenza è presentata come secondo battesimo, inserita nel rapporto tra battesimo, eucaristia e Quaresima, e realizzata mediante elemosina, digiuno, preghiera, lacrime penitenziali e, in alcuni contesti, sacrifici animali. Centrale è il modello dei dieci gradi della penitenza, che conduce dalla contrizione e confessione dei peccati alla riammissione eucaristica. Lo studio conclude che lo Yačaxapatum costituisce una testimonianza precoce e relativamente sistematica della penitenza armena e richiede una nuova edizione critica.
